Sei Comuni del Distretto del Mastodonte sostengono quello della carne bovina di razza piemontese

Sei Comuni del Distretto del Mastodonte sostengono quello della carne bovina di razza piemontese

Un ulteriore passo per la valorizzazione del territorio e il sostegno agli operatori locali

Villafranca è tra i 14 Comuni astigiani e i 65 della regione interessati a costituire il Distretto del cibo “Carne bovina di razza piemontese”.
Il sindaco Anna Macchia, insieme ai colleghi degli altri centri delle province di Asti, Torino, Cuneo e Alessandria, ha ufficialmente apposto la firma al documento di sottoscrizione dell’accordo ieri a Carmagnola, Comune capofila di quella che si auspica sarà la nuova realtà: per essere tale, occorrerà attendere il riconoscimento ufficiale della Regione.
“L’adesione al futuro Distretto – spiega il primo cittadino – è un ulteriore impegno per la promozione del territorio e il sostegno agli operatori locali. Ci muoviamo cioè nella stessa direzione del Distretto del Mastodonte costituito cinque anni fa, e di cui siamo capofila, per valorizzare il commercio di vicinato. Azioni che rendono il territorio più vivo e disegnano prospettive di sviluppo”.
Non a caso tra i Comuni astigiani che hanno sottoscritto l’accordo a Carmagnola ce ne sono altri cinque, oltre a Villafranca, promotori del Distretto del Mastodonte: Baldichieri, Cellarengo, Ferrere, Montafia e Valfenera, a cui si aggiungono Aramengo, Buttigliera, Capriglio, Castelnuovo Don Bosco, Isola, Moncalvo, San Damiano, Villanova.
Villafranca conta la presenza di due grandi aziende agricole, impegnate nel settore zootecnico con centinaia di capi, più alcuni allevamenti minori. Si opera ponendo attenzione alla filiera corta, al benessere animale e all’impiego delle nuove tecnologie nel rispetto della tradizione.
Come ricordano i promotori, l’idea del Distretto del cibo nasce dalla consapevolezza del valore storico, economico, sociale e identitario della razza bovina piemontese: un patrimonio produttivo radicato nelle comunità locali, nelle tradizioni rurali, nella ristorazione tipica e nel paesaggio agricolo del Piemonte”. “Anche in questo caso – sottolinea il sindaco Macchia – l’impegno dei piccoli Comuni è massimo”.
Il percorso di candidatura intende “costruire una rete stabile tra Comuni, allevatori, imprese di macellazione e trasformazione, operatori della distribuzione e della ristorazione, enti rappresentativi della filiera e della tutela ambientale, al fine di rafforzare la competitività del comparto e promuovere sviluppo locale, sostenibilità e attrattività dei territori coinvolti”.
Già 25 le associazioni che hanno aderito al percorso condiviso sul Distretto, strumento strategico del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Ora si attende che sul dossier di candidatura si esprima la Regione.
Nella foto: Anna Macchia con Andrea Rabino (azienda agricola La Rondine)

 

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